“Perché non me lo avete detto prima?”

Quest’anno i Liberi Teatranti, in occasione del 25° anniversario dalla fondazione, guidati dalla presidentessa Marisa Trionfante (figlia del fondatore e regista Severino Trionfante, a lui sempre legata attraverso l’amore per il teatro napoletano che incarna la passione e la spettacolo teatrale marche abruzzo teatro amatorialevita), hanno scelto di portare in scena un adattamento della commedia di Eduardo Scarpetta (emerito drammaturgo della Commedia Napoletana di fine Ottocento) “Mettiteve a ffa l’ammore cu me”, dal titolo “Perché non me l’avete detto prima?”.

Scarpetta ci offre un Felice Sciosciammocca impacciato, tardo nei movimenti, praticamente una marionetta nelle mani di Carlotta, che lo usa nei suoi intrighi per sposare il giovane Alberto, a sua volta promesso a Marisa, in realtà innamorata corrisposta dello stesso Felice.

Il tutto alle spalle di Don Peppino, il padre di Marisa, nonché zio di Carlotta, un ottuso ma benevolo capo famiglia. Ovviamente tutto finisce nel migliore dei modi e, come avviene sempre nelle commedie di Scarpetta, il fine è semplicemente quello di divertire.

collage fondo pagina

“Perché non me lo avete detto prima?”

regia di

Carla Civardi e Salvo Lo Presti

Liberamente ispirato da “Mettiteve a ffa l’ammore cu me” di Eduardo Scarpetta

NOTE DI REGIA

Occuparsi della regia, dopo degli illustri predecessori come Severino Trionfante e Emilio Fabrizio La Marca, ci è sembrato un compito arduo ma stimolante. Sin dai primi giorni di prove ci è apparsa subito chiara la difficoltà di portare in scena questo testo: non è facile, infatti, entrare a pieno nella napoletanità schietta di Scarpetta, che si esterna in primo luogo nell’uso del dialetto. L’approccio al lavoro sulla fisicità dei personaggi si è rivelata, così, fondamentale per restituire in modo reale la loro essenza, consci del fatto che essa non sta solo nel modo di parlare, ma nell’espressione corporea e nell’atteggiamento. Ogni attore ha dovuto lavorare profondamente per caratterizzare il proprio personaggio, per dargli un volto ed una personalità. La consapevolezza delle emozioni, il parlare d’amore con leggerezza e semplicità, l’interagire in modo ironico, l’estrema semplicità della scenografia, l’uso essenziale della luce, sono stati orchestrati appositamente per coinvolgere il pubblico negli equivoci amorosi sui quali si dipana la commedia.

Carla Civardi e Salvo Lo Presti